Mal di schiena o Lombalgia
il dolore più diffuso al mondoLa nostra colonna vertebrale
La colonna vertebrale, costituita da vertebre, dischi, legamenti, tendini e muscoli, è un perfetto esempio di un sistema integrato funzionalmente ed anatomicamente a tutte le altre articolazioni del corpo ed anche agli organi interni, ospitati nel torace e nell’addome. La finalità della colonna vertebrale è di garantirci il movimento in tutte le sue forme ed applicazioni, coinvolgendo gli arti inferiori, nella coordinazione del cammino, della corsa e in tutti i movimenti della vita quotidiana.
Spesso, in seguito a traumi diretti, cadute accidentali, incidenti automobilistici, problemi posturali che portano ad un cattivo uso della colonna vertebrale o ad un sovraccarico continuo delle sue componenti, due o più vertebre si bloccano in rotazione, alterando il fisiologico movimento articolare che permette alla colonna vertebrale di flettersi, di ruotare, di estendersi. Questo blocco in rotazione è il “blocco vertebrale” di cui parla l’Osteopatia e il cui trattamento rappresenta la base della metodologia diagnostica e terapeutica di questa disciplina medica.
Quando due o più vertebre si bloccano in rotazione, spesso il paziente non se ne accorge, poiché la colonna vertebrale, essendo un sistema molto efficiente ed integrato, compensa subito il problema meccanico, facendo lavorare di più i settori vertebrali adiacenti al blocco.
Asimmetria della colonna vertebrale
Questo sistema di compensazione causa una perdita della simmetria della colonna vertebrale e del corpo, per cui il soggetto bloccato, avrà una spalla più alta e l’altra più bassa, così come un arto inferiore più lungo e l’altro più corto. Anche la qualità del movimento prodotto dalla colonna vertebrale si degrada, per cui il sistema muscolare si affatica notevolmente nel fare movimenti che dovrebbero invece essere facili e naturali.
Si sviluppa quindi una rigidità funzionale progressiva proprio nelle zone vicine al blocco vertebrale originario, da qui nasce il mal di schiena, cioè dalla tensione continua dei muscoli paravertebrali e pelvici e della loro fascia, coinvolti nel far muovere una colonna vertebrale sempre più rigida. Questo perchè nel nostro sistema muscolo-scheletrico, struttura e funzione sono sempre tra loro strettamente correlati.
IL PERCORSO TERAPEUTICO
Il “mal di schiena” o lombalgia è il disturbo più frequente al mondo, di cui soffre, prima o poi, il 40% della popolazione.
Il mal di schiena può essere prevenuto e curato.
Dopo aver spiegato in modo approfondito al paziente ciò che si è evidenziato alla visita e all’esame obiettivo, il passo successivo consiste nella condivisione della diagnosi medica del caso e del percorso di cura che permetterà la guarigione, cioè la normalizzazione del sistema meccanico muscolo-scheletrico di movimento, alterato e stressato da tempo.
Il percorso terapeutico prevede un breve ciclo di sole tre sedute di osteopatia biomeccanica funzionale dinamica (BFD), che si basa sulla normalizzazione dei blocchi vertebrali diagnosticati, mediante manovre semplici ed indolori che il medico effettua sul paziente.
La durata del trattamento è di circa 60 minuti.
Già dopo la prima seduta, tutte le asimmetrie sono generalmente scomparse, per cui il paziente avrà una uguale lunghezza degli arti inferiori e un significativo cambiamento della postura e della modalità di trasferimento del carico su bacino, ginocchio e caviglia/piede.
Il dolore lombare o sacro-iliaco può recedere in modo significativo già dopo la prima seduta del trattamento osteopatico.